giovedì 25 dicembre 2008

NATALE 2008


AUGURI per un felice Natale

sabato 20 dicembre 2008

La classe de danse di Edgar Degas


La classe de danse è un dipinto ad olio su tela,
di cm 85 x 75, realizzato tra il 1871 e il 1874.

È tra le prime opere del pittore a mostrare il tema
delle ballerine: il dipinto le raffigura mentre
assistono ad una lezione impartita da un anziano maestro.

Edgar Hilaire Germaine De Gas (suo vero cognome),
è stato un pittore e uno scultore francese, con
un'infanzia dorata, in ambiente borghese raffinato,
suo padre, era un estimatore d'arte e di musica.
Viaggia spesso tra il 1856 e il 1860 in Italia,
con la famiglia a Napoli e poi a Roma e Firenze,
ma è Parigi che conta per Degas, e Montmartre.
Frequenta cenacoli, studi di pittura, caffè letterari.

Il dipinto è conservato al Musée d'Orsay di Parigi.

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

giovedì 18 dicembre 2008

Cigni Selvatici di Chang Jung



Jung Chang, figlia di due funzionari
del Partito Comunista cinese,
visse sotto il governo di Mao Zedong.
All'Università di Sichuan, in Cina,
studiò letteratura inglese.
Nel 1978, con una borsa di studio,
andò in Inghilterra, all'università di York.
Pubblicò, nel 1992, il suo romanzo
Cigni Selvatici, che è stato tradotto in ventotto lingue.
Vive attualmente a Londra.

Un libro autobiografico bellissimo e commovente,
che offre un quadro storico e sociale della Cina.
Un secolo di storia cinese, rivoluzioni, tragedie e speranze,
vissuto dall'autrice, da sua madre e da sua nonna.

Una lettura piacevole e scorrevole;
che coinvolge, affascina e sconvolge.
Colpisce la follia, la debolezza
e la forza della mente umana.

L'autrice descrive l’incredibile con toni pacati,
quasi da spettatrice,
e così chi racconta le angherie subìte:

"Tutte quelle disgrazie, comunque, mi venivano
raccontate senza troppi drammi ed emozioni:
in quel villaggio anche le morti più scioccanti
sembravano sassi gettati in uno stagno in cui
gli spruzzi e i cerchi nell'acqua si placavano
dopo un attimo
"(pag 551).

lunedì 15 dicembre 2008

Calais


Calais è una città del nord
della Francia, sul canale della Manica,
sull'Oceano Atlantico,
di fronte alla costa inglese
di Dover e Folkestone.
Famosa per il suo porto,
è vicino al confine con il Belgio,
nel dipartimento del Passo di Calais,
di cui è una sottoprefettura.
Il clima è continentale freddo,
più simile a quello di Amsterdam
che di Parigi;
gli inverni sono freddi e nebbiosi,
con occasionali nevicate,
e le estati fresche e ventose.


foto:
beach of Calais
Eglise Notre Dame

mercoledì 10 dicembre 2008

VARENNA


Questa è la foto che ho sul pc.

La trovo suggestiva.
Unisce due elementi che mi affascinano:
l'acqua e la montagna.

Raffigura Varenna, un comune della provincia
di Lecco; sulle rive del Lario.
Ha un clima mite, dovuto alla sua esposizione:
appoggiata alla montagna, è rivolta a sud e ad ovest.
Nell'immagine sono ben visibili gli ulivi e i cipressi,
tipici del clima mediterraneo.

mercoledì 3 dicembre 2008

La cavallina storna di Giovanni Pascoli


Nella Torre il silenzio era già alto.
Sussurravano i pioppi del Rio Salto.

I cavalli normanni alle lor poste
frangean la biada con rumor di croste.

Là in fondo la cavalla era, selvaggia,
nata tra i pini su la salsa spiaggia;

che nelle froge avea del mar gli spruzzi
ancora, e gli urli negli orecchi aguzzi.

Con su la greppia un gomito, da essa
era mia madre; e le dicea sommessa:

« O cavallina, cavallina storna,
che portavi colui che non ritorna;

tu capivi il suo cenno ed il suo detto!
Egli ha lasciato un figlio giovinetto;

il primo d'otto tra miei figli e figlie;
e la sua mano non tocco' mai briglie.

Tu che ti senti ai fianchi l'uragano,
tu dai retta alla sua piccola mano.

Tu ch'hai nel cuore la marina brulla
tu dai retta alla sua voce fanciulla».

La cavalla volgea la scarna testa
verso mia madre, che dicea più mesta:

« O cavallina, cavallina storna,
che portavi colui che non ritorna;

lo so, lo so, che tu l'amavi forte!
Con lui c'eri tu sola e la sua morte.

O nata in selve tra l'ondate e il vento,
tu tenesti nel cuore il tuo spavento;

sentendo lasso nella bocca il morso,
nel cuor veloce tu premesti il corso:

adagio seguitasti la tua via,
perché facesse in pace l'agonia . . . »

La scarna lunga testa era daccanto
al dolce viso di mia madre in pianto.

«O cavallina, cavallina storna,
che portavi colui che non ritorna;

oh! due parole egli dove' pur dire!
E tu capisci, ma non sai ridire.

Tu con le briglie sciolte tra le zampe,
con dentro gli occhi il fuoco delle vampe,

con negli orecchi l'eco degli scoppi,
seguitasti la via tra gli alti pioppi:

lo riportavi tra il morir del sole,
perché udissimo noi le sue parole».

Stava attenta la lunga testa fiera.
Mia madre l'abbraccio' su la criniera.

« O cavallina, cavallina storna,
portavi a casa sua chi non ritorna!

a me, chi non ritornerà più mai!
Tu fosti buona . . . Ma parlar non sai!

Tu non sai, poverina; altri non osa.
Oh! ma tu devi dirmi una cosa!

Tu l'hai veduto l'uomo che l'uccise:
esso t'è qui nelle pupille fise.

Chi fu? Chi è? Ti voglio dire un nome.
E tu fa cenno. Dio t'insegni, come».

Ora, i cavalli non frangean la biada:
dormian sognando il bianco della strada.

La paglia non battean con l'unghie vuote:
dormian sognando il rullo delle ruote.

Mia madre alzò nel gran silenzio un dito:
disse un nome . . . Sonò alto un nitrito.



Oggi mi sono tornati in mente
i versi di questa poesia, che
si accordano perfettamente
al mio stato d'animo.

San Francesco Saverio


Oggi la Chiesa cattolica festeggia
San Francesco Saverio.
E’ nato il 7 aprile del 1506 in
Spagna, nella Navarra, nel
castello di famiglia di Xavier.
A diciannove anni, Francesco
va a studiare all'università
della Sorbona, a Parigi;
conosce Ignazio di Loyola e
Pietro Favre, e il 15 agosto del 1534,
festa dell’Assunzione di Maria
Santissima, si ritrovano nella chiesa
sulla collina di Montmartre,
dove, si consacrano totalmente a Dio.

Nasceva in quel giorno e in quel luogo
la Compagnia di Gesù, di cui Francesco Saverio
era uno dei primi elementi.
Giuridicamente la Compagnia di Gesù nascerà
sei anni dopo, il 27 settembre del 1540,
con la bolla del Papa Paolo III
"Regiminis militantis Ecclesiae".

Ordinato sacerdote a Venezia nel 1537,
si prodigò in opere di carità in varie città d'Italia.
Il 7 aprile del 1541 salpa da Lisbona per le Indie e
il 6 maggio del 1542, Francesco sbarca a Goa,
capitale dell’impero delle Indie Orientali.
Evangelizzò con grande dedizione l'India e
il Giappone, convertendo molti alla fede.
Era in procinto di porre il piede nella Cina,
quando morì il 3 dicembre 1552 a Sancian.

Sacerdote della Compagnia di Gesù e Confessore,
Francesco Saverio è stato proclamato santo,
insieme a Ignazio di Loyola, il 12 marzo del 1622;
Patrono dell’Oriente cristiano nel 1748;
Patrono dell’Opera della Propagazione della Fede
nel 1904; Patrono delle Missioni nel 1927.


Ringrazio mia cognata Suor Maria Saveria,
Madre Priora delle Benedettine del S.S.Sacramento,
per il libro, sulla vita di S. Francesco Saverio,
che mi ha regalato, nel 2006, per l'anno Saveriano.