
La sindrome degli hikikomori.
Giovani che decidono di autosegregarsi nella propria stanza
in compagnia del loro computer.
Antonio Piotti, psicologo della cooperativa Minotauro, dice:
"Si tratta di giovani spesso intelligenti e sensibili,
magari un po' timidi e goffi, ma il punto e' che sentono
il peso di aspettative troppo elevate da parte
dei genitori, e temono di fallire.
Proprio per questo iniziano con l'abbandonare la scuola,
un ambiente che li costringe a fare i conti con i loro limiti".
Per Federico Tonioni, ricercatore al Gemelli, la causa
scatenante e', invece, la difficolta' a gestire le emozioni:
"Temono il contatto fisico piu' di ogni altra cosa,
perche' li mette a nudo, mentre su internet
annullano il loro corpo e cercano relazioni compensative,
nei videogiochi o sui social network".
Cambiano le malattie nell' era moderna:
dopo anoressia e bulimia,
ora abbiamo la sindrome degli hikikomori;
non cambiano i colpevoli;
da un po' di anni, la colpa è sempre dei genitori.




2 commenti:
Pensavo che questo problema riguardasse solo i giapponesi, o ci sono anche casi in italia? Non riesco a immaginarmi dei genitori che lascino che il figlio abbandoni la scuola e si rinchiuda in camera al pc, a fare praticamente il parassita. Ho visto molti più casi di genitori malati che segregavano i figli, piuttosto che una autonoma scelta di questi ultimi.
@ anonimo:interessanti? grazie; non ho capito come/dove sono state usate.
@ sidhe: tutti i ragazzi dovrebbero fare più movimento e confrontarsi con gli altri "vis-à-vis"; spesso sono seduti per ore ad una scrivania.
Posta un commento