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domenica 10 gennaio 2016

Due intrusi nel mondo di Einstein

Due intrusi nel mondo di Einstein
di Amanda Gefter.


Un saggio sulla fisica teorica fondamentale,
sulla cosmologia contemporanea,
sulla relatività generale  e sulla meccanica quantistica,
che ci spiega il mistero dell’Universo.

Un’autobiografia appassionata e una panoramica profonda
delle idee che la fisica teorica attuale sta esplorando.

Una commovente complicità fra una figlia e suo padre,
ed un regalo unico: scoprire cos'è la Realtà Ultima.

Amanda Gefter ci prende per mano
e ci introduce in un mondo fantastico.
Ci guida fra buchi neri, quanti, stringhe, loop, bit,
radiazione di fondo a microonde, osservatori e osservati
e teorie di filosofia della scienza,
che arrivano a negare l'esistenza stessa della realtà.

Ci racconta il lavoro dei fisici contemporanei,
da una conferenza in onore di John Wheeler,
il cui pensiero ci accompagna fino alla fine del libro.
Ci presenta Einstein, Lenny Susskind, Art Friedman,
Raphael Bousso, Alan Guth, Lev Landau, Carlo Rovelli,
Kip Thorne, Lee Smolin, James Ladyman.

È un racconto in prima persona, dei suoi colloqui con i fisici;
delle sue emozioni nell’incontrarli; nel capire e non capire.

Alla fine del libro, il mondo ci appare molto diverso
e tante domande aleggiano intorno a noi:
Cos’è il Nulla? Cos’è Reale? Cos’è l’Universo?
L'Universo è uno solo o ognuno ha il suo?
L’Universo è Nulla?

Una lettura affascinante; divertente e commovente.
Un libro che si legge d'un fiato.

martedì 21 luglio 2015

Addio alle armi di Ernest Hemingway

Ernest Miller Hemingway è nato
ad Oak Park il 21 luglio del 1899
ed è morto a Ketchum
il 2 luglio del 1961.
Scrittore e giornalista,
autore di romanzi e di racconti.
Molte delle sue opere sono
considerate pietre miliari
della letteratura americana.
Fece parte della comunità di
espatriati americani a Parigi
durante gli anni venti,
conosciuta come
"la Generazione perduta"
e da lui stesso così chiamata
nel suo libro di memorie
"Festa mobile".
Condusse una vita sociale
turbolenta, si sposò quattro
voltee gli furono attribuite
varie relazioni sentimentali.
Hemingway ricevette il Premio Pulitzer nel 1953
per "Il vecchio e il mare",
e vinse il Premio Nobel per la letteratura nel 1954.
Addio alle armi è un romanzo pubblicato nel 1929,
racconta una storia, di amore e di guerra, che si svolge in Italia
prima, durante e dopo la battaglia di Caporetto.
È uno dei romanzi più significativi, oltre che di successo,
dell'intero Novecento.
La sua pubblicazione fu vietata in Italia fino al 1945,
perché il contenuto fu ritenuto lesivo dell'onore delle Forze Armate,
dalla dittatura fascista: vi viene descritta la disfatta dell'esercito
italiano a Caporetto del 1917 e la diserzione del protagonista.
La traduzione in italiano era stata già scritta clandestinamente,
nel 1943, da Fernanda Pivano, che per questo motivo
venne arrestata a Torino.

giovedì 9 maggio 2013

Il teorema del pappagallo di Denis Guedj


È ambientato principalmente a Parigi ed in particolare
in rue Ravignan, dove è situata la casa e la libreria
dei protagonisti.
Ci accompagna, in giro, a rivedere la città: Montmartre,
Rue des trois Frères, Rue des Abbesses,
la Bibliothèque Nationale,  l'Institute du monde Arabe,
il Pont des Arts, il Quai de la Mégisserie,
la sala del “pi-greco” nel Palais de La Découverte,
sulla cui volta ci sono tutti i decimali scritti a gruppi di dieci.
Al di sotto dei decimali sono riportati i nomi dei celebri matematici,
che hanno fatto la storia di questo numero.

In questo romanzo Guedj racconta la storia della matematica,
dai primi studiosi ai più moderni, Talete, Pitagora, Euclide,
Sharaf al-Dīn al-Tūsī, Ipazia d'Alessandria, Eratostene,
Cardano, Tartaglia, Fermat, Eulero, Cartesio, Gauss, Russell,
per citarne qualcuno dei più noti; passando per paesi,
culture e civiltà diverse, dal mondo greco, al mondo arabo,
per giungere fino ai grandi matematici europei
delle età moderna e contemporanea.

Scopriamo la nascita dello zero, delle cifre che chiamiamo arabe,
dei numeri negativi, dei segni per le quattro operazioni,
delle parentesi, dei numeri immaginari, la storia del pi-greco.

C'è storia, architettura, filosofia, geografia, astronomia,
ma è anche un giallo con un cadavere.
È stato commesso un omicidio o è stato provocato da un incidente?
Elgar Grosrouvre, che è vissuto in Amazzonia, prima di morire,
ha spedito al suo amico Pierre Ruche, la sua biblioteca ed una lettera,
in cui sostiene di aver trovato la dimostrazione
dell'Ultimo teorema di Fermat e della congettura di Goldbach.

Le 565 pagine di questo romanzo molto bello, scorrevole,
avvincente, si leggono d' un fiato e si scopre la bellezza
di una materia che non è arida, ma entusiasmante.
La matematica è un universo affascinante, pieno di sorprese.
Se non lo siete già, ve ne innamorerete!


Foto presa in rete:
sala del “pi-greco” Palais de La Découverte, Parigi.

mercoledì 15 settembre 2010

FLATLANDIA di EDWIN ABBOT ABBOT



Mi è stato regalato da mio nipote,
che riesce, sempre, a scegliere,
per me, dei libri meravigliosi.
Questa volta è stato aiutato dalla
sua insegnante di matematica,
che ha consigliato ai suoi alunni alcuni
libri da leggere durante le vacanze.

Edwin Abbott scrittore, teologo
e pedagogo britannico,
introdusse varie innovazioni
nella scuola, ripristinò
la pronuncia classica del latino,
e rese obbligatorio l'insegnamento
della chimica per tutti gli studenti.

Flatlandia-Racconto fantastico a più dimensioni,
fu pubblicato nel 1882 e non ebbe grande successo.

In quest' opera si fa riferimento alla quarta dimensione;
un saggio riscoperto e apprezzato solo nel XX secolo, dopo
la divulgazione della teoria della relatività di Albert Einstein.

Bello, illuminante, sfaccettato, originale, geniale,
scorrevole, semplice, vivace e dettagliato.

Attualissimo; parla dell' uomo; ignorante,
ma con la presunzione di sapere e dominare; 
che non ama confrontarsi con chi ha idee diverse.
Parla della struttura sociale nella quale ancora si vive,
nel XXI° secolo, costruita intorno all'uomo,
trascurando molto spesso la donna.
Bellissima la descrizione delle donne, semplici rette,
ma acuminate e pericolosissime, anche se stupide.
Sale nella "società di Flatlandia", chi ha molti lati,
tanti da avvicinarsi al cerchio!

Il narratore e protagonista è “un Quadrato”,
Flatlandia è una terra che ha due dimensioni,
ed è abitata da figure geometriche piane.

Il Quadrato ci racconta delle abitazioni,
della gerarchia tra figure geometriche,
dell'aspetto delle donne e del loro ruolo sociale,
del trattamento riservato ai poligoni irregolari,
del modo di riconoscersi tra le persone.

Verso la fine della prima parte, dice che
è costretto a tralasciare parecchi particolari
della loro esistenza e che la loro omissione
non è  una dimenticanza dell’autore,
ma del suo rispetto per il tempo di chi legge!

Nella seconda parte ci racconta dell' incontro
con una Sfera, venuta da Spacelandia
(la terra a tre dimensioni), per far conoscere agli
abitanti di Flatlandia l'esistenza della terza dimensione.

Il Quadrato visiterà Linelandia, a una dimensione,
e Pointlandia, la terra abitata da Punti.

E dopo le lunghe discussioni filosofiche della Sfera...
forse è possibile che esistano anche mondi diversi
dal nostro, anche se non riusciamo a immaginarli?

Un libro che fa pensare alla possibilità di un mondo
con più delle tre normali grandezze, lo trovo stimolante,
e resta affascinante anche se vogliamo considerarlo
soltanto una bellissima favola, con un pizzico di geometria.

Il potenziale romanzesco della geometria è enorme.
Le spiegazioni più complicate sono illustrate da disegni,
ed allora si trasforma in un libro di testo di geometria.

lunedì 30 marzo 2009

Il lupo della steppa di Hermann Hesse

Il romanzo, publicato nel 1927, secondo la prefazione
dell' autore, è un documento del tempo,
un' epoca di profonda crisi di valori umani.
Soffrendo della crisi del mondo che lo circondava,
lo scrittore temeva che l' umanità sarebbe scomparsa
totalmente e constata che l' uomo civilizzato
trasforma tutta la terra in cemento e latta.
Profeta di molti fra i più scottanti problemi
della nostra epoca, già evidenti nel passato!

Il Lupo della steppa è stato considerato come un
capolavoro dell' espressionismo.
Harry Haller, il protagonista, ha le stesse iniziali
dell' autore ed "Hermine" il femminile di Hermann;
anche Kafka chiamò K. i suoi protagonisti, e con le
iniziali della fidanzata F.B. la Fräulein Bürstaer.

Nella descrizione del lupo, l'uomo cambia aspetto
come cambia il punto di vista di osservazione.
Per metà borghese perbene e per metà lupo feroce,
in Harry convive una moltitudine di personalità;
si trova tra due epoche con tutte le ambiguità della vita.
E legge poesie di tutti i tempi e di tutti i popoli, legge
Goethe, Dostojevski, Novalis, Lessing, Jacobi e Lichtenberg.

In una trattoria, incontra Hermine, incolta, ma intelligente,
che lo distoglie dalla solitudine:
"il miracolo che io dovessi trovare ancora una volta una
creatura umana e un interessamento alla vita".
Meraviglioso il suo sogno con Molly, lo scorpione,
Goethe, il Flauto magico di Mozart e Schubert.

Quando scompare, lascia un manoscritto, nel quale
descrive la sua sofferenza e il suo inferno personale,
con la volontà di tenergli testa soffrendo fino in fondo.

"Per lui il mattino era la parte cattiva della giornata
che egli temeva e non gli portò mai alcun bene.
Egli non fu mai lieto in nessuna mattinata della sua vita,
non ha mai fatto nulla di bene prima di mezzogiorno.
Solo durante il pomeriggio si scaldava lentamente
e diventava vivo, soltanto verso sera, nelle giornate buone,
diventava fecondo, attivo, persino ardente e lieto.
Per questo aveva bisogno di solitudine e indipendenza.
Nessuno ha mai avuto un bisogno più profondo
e più appassionato di essere indipendente..."

La traduzione italiana fu rinviata dal 1941 al 1946,
a causa della Seconda Guerra Mondiale.







Araucaria: conoscevo la
pianta, ma non il nome;
l' ho scoperto leggendo
questo romanzo.
Tra le molte specie, questa,
dell' immagine presa in rete,
è quella che mi piace di più
ed è anche quella che vedo
spesso nei giardini.

martedì 10 marzo 2009

CASTELLI DI RABBIA


Castelli di rabbia di Alessandro Baricco.

Una raccolta di belle storie, ricche
di fantasia, di meraviglia,
particolari, diverse, stupefacenti,
grottesche e drammatiche.
Situazioni e personaggi sorprendenti.
Rileggo sempre con piacere, spesso dopo
brevissimo tempo, quanto ho già letto,
quasi nel timore di non aver colto qualche
significato o sfumatura interessante.
Ma anche alla seconda lettura ho trovato pesanti
le ripetizioni, così come le pagine bianche:
è a causa di ciò, che non mi sono sentita "rapita"
dal romanzo, che non scorre fluido e piacevole;
forse, sono solo vecchia per la narrativa moderna?

Questo periodo è molto bello:

"La sera come tutte le sere, venne la sera.
Non c'è niente da fare: quella è una cosa che
non guarda in faccia nessuno. Succede e basta.
Non importa che razza di giorno arriva a spegnere.
Magari era stato un giorno eccezionale,
ma non cambia nulla. Arriva e lo spegne. Amen.
Così anche quella sera, come tutte le sere,
venne la sera".

giovedì 18 dicembre 2008

Cigni Selvatici di Chang Jung



Jung Chang, figlia di due funzionari
del Partito Comunista cinese,
visse sotto il governo di Mao Zedong.
All'Università di Sichuan, in Cina,
studiò letteratura inglese.
Nel 1978, con una borsa di studio,
andò in Inghilterra, all'università di York.
Pubblicò, nel 1992, il suo romanzo
Cigni Selvatici, che è stato tradotto in ventotto lingue.
Vive attualmente a Londra.

Un libro autobiografico bellissimo e commovente,
che offre un quadro storico e sociale della Cina.
Un secolo di storia cinese, rivoluzioni, tragedie e speranze,
vissuto dall'autrice, da sua madre e da sua nonna.

Una lettura piacevole e scorrevole;
che coinvolge, affascina e sconvolge.
Colpisce la follia, la debolezza
e la forza della mente umana.

L'autrice descrive l’incredibile con toni pacati,
quasi da spettatrice,
e così chi racconta le angherie subìte:

"Tutte quelle disgrazie, comunque, mi venivano
raccontate senza troppi drammi ed emozioni:
in quel villaggio anche le morti più scioccanti
sembravano sassi gettati in uno stagno in cui
gli spruzzi e i cerchi nell'acqua si placavano
dopo un attimo
"(pag 551).

lunedì 25 agosto 2008

Sulla Strada di Jack Kerouac


Jean-Louis Lebris de Kerouac
(1922-1969)
è stato uno scrittore statunitense.

Visse tra New York, San Francisco,
North Carolina, Città del Messico;
dalla costa orientale a quella occidentale.
Fu tra i maggiori interpreti ed esponenti
della "beat generation",
termine da lui stesso coniato nel 1947, e nel 1952
gliene fu attribuita la paternità dal New York Times.
I suoi scritti sono autobiografici:
« La mia opera forma un unico grosso libro,
come quella di Proust, soltanto che i miei
ricordi sono scritti di volta in volta.
A causa delle obiezioni dei miei primi editori
non ho potuto servirmi degli stessi nomi di
persona in ogni libro
».

Sulla strada (titolo originale: On the Road)
è un romanzo con ricche descrizioni di paesaggi
desolati e desiderio di libertà;
è ambientato nel 1948, pubblicato nel 1957.

Il libro narra un immaginario viaggio di uno scrittore;
ma è il racconto di sette anni di viaggi realmente
effettuati da Kerouac in compagnia di Neal Cassasy;
dell' entusiasmo della partenza e della delusione
della permanenza nei luoghi di arrivo.
I personaggi del romanzo corrispondono a persone
realmente esistite, parenti ed amici dello scrittore.

Quando il libro uscì la critica fu estremamente fredda,
mentre il pubblico, rese il libro un successo e
Jack Kerouac un autore di grande rilievo.
Oggi si ritiene che il suo contributo letterario,
oltre che sociale, sia assai più profondo e
qualitativo rispetto ai giudizi che inizialmente
l'avevano emarginato nella controcultura americana.

« Dobbiamo andare e non fermarci finché non siamo arrivati»
«Dove andiamo?»«Non lo so, ma dobbiamo andare
»
(Jack Kerouac - On the road)

foto:Casa di Jack Kerouac in Florida

da:wikipedia

mercoledì 23 aprile 2008

VERSO L' ITALIA di Johann Wolfgang Goethe


"Oggi scrivo sotto il 49° grado.
La giornata s'annunzia bella con un mattino fresco.
In questo paese si lagnano dell'estate umida e fredda,
ma oggi l'aria è tiepida, mite, magnifica.
La brezza carezzevole che viene da un grande fiume è deliziosa.


La frutta qui non ha nulla di notevole:
ho mangiato delle buone pere; ma il mio desiderio
ardente è per i fichi e per l'uva........

Una donna mi ha offerto dei fichi che ho trovato
eccellenti essendo una primizia. Ma per il 48°grado
il frutto non è particolarmente buono........

Dalle montagne del Tirolo ha soffiato, tutto il giorno,
un vento molto freddo.
Guardandole dalla torre le ho viste ammantate
insieme al cielo.
Ora, che tramonta, il sole illumina l'alto campanile
che è di rincontro alla mia finestra.

Mi si perdoni se mi occupo del vento e del tempo.
Ma chi viaggia, per mare o per terra,
dipende dalle vicende atmosferiche, e sarebbe
desolante se in paese straniero mi toccasse
un autunno così poco favorevole come la stagione
estiva del mio paese."


JOHANN WOLFGANG GOETHE
da:Viaggio in Italia

foto
:La casa natale di Goethe a Francoforte

lunedì 14 aprile 2008

FERNANDO PESSOA

Ho riletto le poesie di Fernando Pessoa.
Cercavo di aggiungere il libro, senza codice Isbn,
nella mia libreria on line e così mi è rimasto
tra le mani per due giorni.
Ieri sera, sbirciando tra le pagine,
mi sono ritrovata a leggere la prefazione,
poi la nota bio-bibliografica ed infine tutte le poesie.
Qualcuna l'ho anche riletta a voce alta.
Non potevo pensare di chiudere il libro senza
completarne la lettura.
Quindi le poesie attribuite ad Alberto Caeiro,
a Ricardo Reis e ad Alvaro De Campos
e le rispettive biografie.
Quando ho chiuso il libro erano le tre; come
sempre ero dispiaciuta di essere arrivata alla fine.





Statua in bronzo di Pessoa realizzata da Lagoa Henriques, posta di fronte al caffè "A Brasileira" (in passato ritrovo di intellettuali ed artisti), Chiado, Lisbona
Fotografia di Nol Aders (2005)

domenica 17 febbraio 2008

26 marzo 1787 - WOLFGANG GOETHE



"La Sicilia m’indica e mi fa intendere l’Asia e l’Africa,
 e non è poca cosa trovarsi nel centro meraviglioso
 dove son diretti tanti raggi della storia universale.

 Ho trattato Napoli alla sua stessa maniera: sono stato,
 meno che altro, laborioso; ma ho veduto molto e mi sono
 formata un’idea generale del paese, degli abitanti e delle cose.

 Al ritorno raccoglierò ancora qualche osservazione;
 ma qualcuna soltanto perché occorre che torni a Roma
 prima del 29 giugno. Se lascio passare la Settimana Santa,
 voglio, almeno, trovarmi a Roma per la festa di San Pietro.

 Il viaggio in Sicilia non deve distogliermi troppo dal mio
 primitivo progetto.

 L’altro ieri avemmo una violenta burrasca con lampi,
 tuoni, e grandi acquazzoni. Oggi il cielo è rischiarato.
 Soffia una tramontana magnifica. Se persiste,
 la nostra traversata sarà delle più rapide."


JOHANN WOLFGANG GOETHE
da:Viaggio in Italia