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venerdì 28 ottobre 2011
venerdì 15 luglio 2011
sabato 9 luglio 2011
È atroce
È atroce
Ora come allora; è
atroce sopportare.
Quando sanguina già
una ferita aperta,
se s' apre un' altra come
puoi gestirla, tu, sola?
Serve aiuto, ammettilo,
convinciti, chiedilo.
Non serve più fingere,
non devi essere forte.
Il mito della donna
forte, è soltanto un mito.
Ora come allora; è
atroce sopportare.
Quando sanguina già
una ferita aperta,
se s' apre un' altra come
puoi gestirla, tu, sola?
Serve aiuto, ammettilo,
convinciti, chiedilo.
Non serve più fingere,
non devi essere forte.
Il mito della donna
forte, è soltanto un mito.
sabato 2 luglio 2011
per Temporalestivo, già Veleno!

Insieme mezzo secolo(e non so scrivere)
Insieme cinquant'anni,
tante liriche per me,
amici, sposi, amanti,
io con la mente fredda,
tu il cuore sognatore.
Il computer, come
l'olivetti trentadue,
serviva per lettere
e missive, ad occhi
chiusi ad ogni logica,
cercavi il segno che
c'era un aldilà, ti
lasciai fare, sempre.
Insieme e disperati.
Io uso il web, soltanto,
per rileggere i tuoi
versi, che non parlano,
inconfondibilmente
cantano, solo per me.
Non dormo più: per
te non è una novità,
si ripeteva le rare volte,
che non eri accanto a me.
Parigi: colpa della
magìa atmosferica,
o la nostra sintonia?
Fu estasi d' amore!
Da quando non ci sei
manca il rito del caffè.
Bastò solo uno sguardo
e fu l' Amore eterno.
Amore stai ridendo!
L' unico rammarico,
era, non leggere nei
miei pensieri e adesso,
ecco, che scrivo per te,
una lettera d' amore.
Io che non so scrivere!
Ricordi?
Verba volant, scripta manent.
Ti voglio bene amore mio.
Paris
Hotel Ibis.
Place du Tertre.
Saint-Pierre de Montmartre Church (18th ardt).
foto prese in rete.
domenica 26 giugno 2011
Relatività
Relatività
Oggi è domenica; in tivu c'era
una gara di Formula uno, non
so dirti cosa sia successo; ogni
tanto coglievo una macchia rossa,
era la Ferrari? chi? Fernando?
Felipe? la Virgin? non saprei!
non "vedevo", non ero a casa, mi
sono disinteressata; annuendo,
se era indispensabile, col capo.
Oggi è domenica; in tivu c'era
una gara di Formula uno, non
so dirti cosa sia successo; ogni
tanto coglievo una macchia rossa,
era la Ferrari? chi? Fernando?
Felipe? la Virgin? non saprei!
non "vedevo", non ero a casa, mi
sono disinteressata; annuendo,
se era indispensabile, col capo.
martedì 21 giugno 2011
mercoledì 7 aprile 2010
PARIGI
Ottobre 1976
Girare per Parigi è facilissimo, basta avere la
mappa del metrò e una cartina stradale;
per la lingua basta una reminescenza scolastica;
non abbiamo avuto nessun problema in banca,
dall' ottico: gli occhiali si ruppero per una brusca
frenata del treno, prima di essere sul suolo francese.
Nè in lavanderia: una cameriera dell' albergo,
versò il contenuto di un vassoio sul tuo vestito.
Nella stazione Saint Lazare, ebbi un ottimo caffè,
il barman era della Costiera Amalfitana.
Eravamo a nostro agio, più che a casa nostra, e
non siamo stati dei semplici turisti, certo abbiamo
visitato le meraviglie note a tutti; ma è stato bello
andarcene in giro, a piedi, per luoghi, frequentati
soltanto dai residenti.
La prima cosa che non abbiamo potuto, non notare,
andando per strade secondarie, è che eravamo in un
posto pulitissimo, niente spazzatura, nè sacchetti,
nè contenitori adibiti a tale uso; pensammo che
forse l' immondizia veniva disintegrata, all' origine.
Dall' Avenue de Clichy a piedi a Montmartre,
attraverso Rue Caulaincourt e Rue Lepic e una
sosta a Place du Tertre, la piazza degli artisti,
e poi, giù per la scalinata e una deviazione per
l' Eglise Saint Jean e giù a Pigalle e a Place Blanche,
col Moulin Rouge, un mulino rosso con le pale.
Il tempo volava via e le cose da vedere tante e, solo per
non rischiare, chiedemmo ad un passante, un anziano monsieur,
che ci insegnò a dire Blanche, che suona quasi Blonche!
Già, i nostri piedi non erano felici,
per farci perdonare, il pomeriggio ci riposammo,
seduti su un bateau mouche, sulle acque della Senna;
e poi la visita al Museo degli Impressionisti.
Girare per Parigi è facilissimo, basta avere la
mappa del metrò e una cartina stradale;
per la lingua basta una reminescenza scolastica;
non abbiamo avuto nessun problema in banca,
dall' ottico: gli occhiali si ruppero per una brusca
frenata del treno, prima di essere sul suolo francese.
Nè in lavanderia: una cameriera dell' albergo,
versò il contenuto di un vassoio sul tuo vestito.
Nella stazione Saint Lazare, ebbi un ottimo caffè,
il barman era della Costiera Amalfitana.
Eravamo a nostro agio, più che a casa nostra, e
non siamo stati dei semplici turisti, certo abbiamo
visitato le meraviglie note a tutti; ma è stato bello
andarcene in giro, a piedi, per luoghi, frequentati
soltanto dai residenti.
La prima cosa che non abbiamo potuto, non notare,
andando per strade secondarie, è che eravamo in un
posto pulitissimo, niente spazzatura, nè sacchetti,
nè contenitori adibiti a tale uso; pensammo che
forse l' immondizia veniva disintegrata, all' origine.
Dall' Avenue de Clichy a piedi a Montmartre,
attraverso Rue Caulaincourt e Rue Lepic e una
sosta a Place du Tertre, la piazza degli artisti,
e poi, giù per la scalinata e una deviazione per
l' Eglise Saint Jean e giù a Pigalle e a Place Blanche,
col Moulin Rouge, un mulino rosso con le pale.
Il tempo volava via e le cose da vedere tante e, solo per
non rischiare, chiedemmo ad un passante, un anziano monsieur,
che ci insegnò a dire Blanche, che suona quasi Blonche!
Già, i nostri piedi non erano felici,
per farci perdonare, il pomeriggio ci riposammo,
seduti su un bateau mouche, sulle acque della Senna;
e poi la visita al Museo degli Impressionisti.
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