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sabato 10 giugno 2017

La vita di un'estranea

Cominciai a vagabondare prima dei due anni, su consiglio del medico,
per la mia gracilità.
Fui ospite di una famiglia di conoscenti; in un altro paese,
un'altra regione, dal mare in montagna, in un altro mondo.
Da una vita borghese ad una rurale.
Mio padre, che vi si era trasferito per lavoro, veniva a vedermi tutte
le sere e quando mi trovò con la febbre alta, mi riportò a casa.
In quella che in teoria era la mia casa.
D'estate ero ospite da qualche parte, d'inverno frequentavo la scuola.
A tre anni ero da una zia, la sorella di papà e con la mia cuginetta
di quattro anni più grande, andavo in giro tutto il giorno.
Alla villa comunale a guardare gli uccelli e i pavoni, sul ponte
a guardare le cascate del fiume, dalla nonna o dalle zie.
Dalla zia Gigina mangiavamo le sciuscelle.
Il ricordo più vivido è la fettina di fegato, che masticavo, masticavo,
ma non riuscivo a ingoiare.
L'anno successivo sono stata da una cugina di mamma,
che aveva un grande giardino con tanti alberi da frutta.
L'ultimo anno che mio padre, fu lontano da casa, conobbe la famiglia,
che mi ha ospitato per anni, non solo d'estate.
Erano due persone deliziose con quattro figli sposati e residenti
nelle Americhe ed una figlia che viveva con loro e
che si offrì di essere la mia madrina di Cresima.
Lì è nato il mio amore per la montagna e ho fatto tutte le scoperte
di ragazzina e di adolescente.
Vi ho conosciuto la mia amica d'infanzia e quella del cuore.
L'amore per i frutti della terra, per i lavori manuali, il piacere
di bere in una foglia di lattuga dal ruscello o
di aiutare i vicini sbucciando le pannocchie sull'aia.
A San Polo ad attendere i pellegrini al ritorno da Monte Sant'Angelo.
Vi ho conosciuto anche la politica.
Una parte di me vorrebbe tornare a visitare quei luoghi, ma
uno sguardo attraverso Google mi conferma che non troverei nulla
che assomiglia ai miei ricordi, né carretti trainati dagli asinelli,
nè donne a lavare i panni nel fiume, solo automobili e negozi moderni.
Vi è stata solo una breve pausa, che mi ha costretta lontano
dal paese che è tutto i miei ricordi.
Frequentai un anno in collegio, dove vissi la tragedia
dell'alluvione di Maiori. Non avevo ancora nove anni.
Un estraneo è chi si sente un ospite e mai in casa propria.

domenica 26 giugno 2011

Relatività

Relatività

Oggi è domenica; in tivu c'era

una gara di Formula uno, non

so dirti cosa sia successo; ogni

tanto coglievo una macchia rossa,

era la Ferrari? chi? Fernando?

Felipe? la Virgin? non saprei!

non "vedevo", non ero a casa, mi

sono disinteressata; annuendo,

se era indispensabile, col capo.

domenica 14 marzo 2010

IL GIORNO DEL Pi GRECO


L’idea del Pi Day è nata nel 1988 all’Exploratorium,
il grande Museo della Scienza di San Francisco,
3.14 è l’approssimazione che si usa per il Pi greco
e ricorda la data 14 marzo, come viene scritta nel
mondo Anglosassone.

Pi greco è il simbolo del rapporto tra la circonferenza
di un cerchio e il suo diametro; è un numero irrazionale,
che va avanti all’infinito, senza ripetizioni e la loro
successione sembra non seguire nessuna regola, ma molti
matematici pensano che non sia del tutto casuale:
3,14159265358979...

Un altro motivo per festeggiare questa data?
Albert Einstein, uno dei più grandi matematici e scienziati
di tutti i tempi, insignito del Premio Nobel per la Fisica,
nel 1921, è nato esattamente il 14 marzo 1879!

Tra tante festività, semplicemente commerciali, sono felice,
che, un giorno, sia stato dedicato alla matematica;
una materia, interessante, divertente, che appassiona
ed è sempre nuova ed attuale e ci accompagna durante
tutta la nostra vita.

Può sembrare inutile conoscere come si calcola la misura
di una circonferenza, l' area di un cerchio, il volume
di una sfera o come risolvere una equazione;
ma anche mentre facciamo la spesa o prepariamo il pranzo,
per ricordare soltanto due delle occupazioni quotidiane,
che interessano tutti noi, facciamo uso della matematica.

E il bilancio di una famiglia?
Non sempre è semplice far quadrare entrate ed uscite!
E chi non pensa alla quadratura del cerchio?

Foto: doodle di Google.

domenica 19 luglio 2009

Ermengarda di ALESSANDRO MANZONI

Stamattina, non so perchè, mentre sfaccendavo,
deliravo, vaneggiavo sugli accusativi
alla greca e i complementi di limitazione.
Naturalmente ho pensato ai versi del Manzoni,
al coro del IV° atto dell'Adelchi.
Questi versi, che ho imparato a memoria circa
cinquant'anni fa, mi colpirono molto.
Una tragedia anche se in versi non si dimentica,
in particolar modo se si è adolescenti.
Il mio incubo erano i versi della terza strofa
ripetuti poi nella quindicesima.
Penso che andrebbero studiati alle superiori.
Trascrivo qualche verso, di questo coro.


LA MORTE DI ERMENGARDA

Sparsa le trecce morbide
Su l'affannoso petto,
Lenta le palme, e rorida
Di morte il bianco aspetto,
Giace la pia, col tremolo
Sguardo cercando il ciel.

Cessa il compianto: unanime
S'innalza una preghiera:
Calata in su la gelida
Fronte una man leggiera
Su la pupilla cerula
Stende l'estremo vel.

Sgombra, o gentil, dall'ansia
Mente i terrestri ardori;
Leva all'Eterno un candido
Pensier d'offerta, e muori:
Fuor della vita è il termine
Del lungo tuo martir.

............................
E al Dio dei santi ascendere
Santa del suo patir.

............................
Madri, che i nati videro
Trafitti impallidir.

Te dalla rea progenie
Degli oppressor discesa,
Cui fu prodezza il numero
Cui fu ragion l'offesa,
E dritto il sangue, e gloria
Il non aver pietà,

Te collocò la provida
Sventura in fra gli oppressi:
Muori compianta e placida;
Scendi a dormir con essi:
Alle incolpate ceneri
Nessuno insulterà.

Muori; e la faccia esanime
Si ricomponga in pace;
...........................

sabato 25 ottobre 2008

Volere è potere.


Quasi niente è impossibile.
Si può anche spostare una chiesa.

Strane cose in Cina: un pezzo
della cattedrale di San Domenico
a Fuzhou, nella provincia
di Fujian, è stata fatta ruotare
di 90° e spostata per fare
posto a una nuova strada.
Si tratta di una chiesa cattolica costruita
nel 1864 da un prete italiano e modificata nel 1932:
l'area dove alloggiano i preti è stata trainata con
un sistema formato da 400 ruote per 75 metri e poi
ruotata e sistemata in un punto che non crea problemi.


La notizia non è nuova, non perché sono passati alcuni
giorni, da quanto l'ho sentita, ma perchè ricordo
che è già successo qualcosa di simile.
Ho controllato l'archivio storico
del corriere.it e trascrivo:


UNA CHIESA SPOSTATA DI 12 KM.
Berlino - Una chiesetta
pesante 1000 tonnellate
e con sette secoli
di storia sulle spalle, ha
cominciato il suo viaggio tutta intera, con tanto di
mura maestre e mobilia, da Heursdorf aLorna,distante
12 chilometri, in Sassonia,nell'est della Germania.
Il trasporto della chiesa di Emmaus, citata per la prima
volta in documenti del 1297, avviene mediante un
automezzo speciale.
Il trasloco si è reso necessario per fare luogo ad una
miniera a cielo aperto di lignite, che entro la fine
dell'anno, raggiungerà la periferia del paesino.
25 ottobre 2007


notizie e immagini:corriere.it

venerdì 1 agosto 2008

Enigma.

Reduce da una disquisizione sui figli;
sono veramente distrutta.

Il problema naturalmente non sono i figli;
ma tutto quello che succede nella mia testa:
a ruota libera dietro ogni dilemma.

Oggi tra l'altro c'era una dissertazione sui figli.

Riuscire a scrivere su un solo argomento,
dei tanti che affollano contemporaneamente
il mio cervello potrebbe servire a liberarmi
da questo cerchio.

Si dovrebbero scindere, per poterli isolare,
esaminare e poi elaborare;
dovrei anche essere in grado di scriverne.

sabato 12 luglio 2008

Il caldo


D'estate leggo poco; quest'anno poi,
ho smesso ancora prima del solito.
Il caldo non mi permette di farlo.

Solo ieri ho svuotato il comodino,
che era ancora sepolto sotto una pila di libri:
Viaggio in Italia di Goethe;
i Racconti di Hoffmann e di Poe;
le Poesie di Pessoa;
l'ultimo libro che mi è stato regalato:
Alla tavola di Yasmina di Loria e Quadruppani;
e forse anche qualche altro.

Li ho spolverati e rimessi in libreria.

foto:Termometro galileiano