Erano gli anni '80, quando Franco mi propose di fare un diario col computer, dove scrivere appuntamenti, ricette, bilancio casalingo.
Mi sembrava di rubare già troppo tempo alla famiglia con la mia passione per l'informatica, figuriamoci, frequentavo anche un corso, come una ragazzina che va a scuola.
Così rifiutai, mi sembrava più veloce usare la penna per scrivere i miei appunti su una agenda.
E adesso mi restano solo i ricordi di quelle nozioni imparate assieme e dei primi tentativi col Commodore 64.
Ripenso con nostalgia anche a quando ci sfidavamo alle battaglie di "mine", oggi "prato fiorito".
Con gli anni arriva la consapevolezza che quello che si lascia, pensando che rubi tempo, non potrà più tornare.
E restano solo i rimpianti.
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martedì 28 maggio 2019
mercoledì 5 giugno 2013
L' ODORE di CANAPA
Rientrando, stamattina, ho notato che avevo fatto sfiorire dei
bellissimi boccioli di rosa e ho voluto controllare in che stato
erano quelle nel giardino dietro casa.
Il tepore del sole mi ha portato indietro negli anni; chiudendo
gli occhi per assaporare i ricordi, ho sentito l' odore di canapa;
ma era quello del grano, dei campi vicini, portato dalla brezza.
Era l' estate del '56, credo, quando venne una famiglia di funai
a "costruire" le corde e si stabilì sulla sponda del fiume.
Quell'anno avevo una nuova amichetta, ospite di una zia; forse
si chiamava Wanda, questo è comunque il nome che mi si affaccia
alla mente; l' estate la trascorremmo insieme in tante avventure.
Eravamo pronte a mezzogiorno, per farci tirare su dalla fune della
campana, che suonava i suoi rintocchi; su e giù, a dondolarci;
e ricordo il sorriso benevolo del paziente sagrestano.
Passando sotto il campanile si accedeva ad un viottolo, che portava
alla sorgente; ma dopo qualche centinaio di metri, dall'alto si
godeva la vista della strada, del fiume e di un ampio spazio.
Lì c' erano i funai al lavoro e l'aria era piena dell'odore di canapa!
Che spettacolo; mi piaceva stare lì sdraiata al sole; anche da sola.
Il lavoro non era frenetico, dava la sensazione della calma.
Le persone al lavoro camminavano all'indietro ed avevano un
grembiule con una grossa tasca, che reggeva la fibra e con le mani
formavano i fili sottili, che successivamente venivano uniti tra loro.
C' era una grande ruota che girava e dei grandi rastrelli, piantati
nel terreno a reggere i fili, che con la torsione si intrecciavano.
Quello che non ho mai dimenticato è l'odore che c'era nell' aria.
Un odore che possiamo sentire se, facendo lavori idraulici,
usiamo la canapa e non il nastro di teflon.
Foto prese in rete.
mercoledì 13 marzo 2013
IL CONCLAVE E LE FUMATE
Era il 1958,
la prima volta che sentii parlare di fumate.
Da don Antonio Nuzzi, a S.M. dei Rivoli.
L' importante Evento Mondiale, che stiamo vivendo,
me lo ha riportato alla mente.
La stessa emozione di quella prima volta?
Certamente no: allora la televisione non era diffusa
e c' era la spensieratezza della giovinezza,
ora la consapevolezza della vecchiaia.
Come in altri importanti momenti della mia vita,
Bojano fa da sfondo!
la prima volta che sentii parlare di fumate.
Da don Antonio Nuzzi, a S.M. dei Rivoli.
L' importante Evento Mondiale, che stiamo vivendo,
me lo ha riportato alla mente.
La stessa emozione di quella prima volta?
Certamente no: allora la televisione non era diffusa
e c' era la spensieratezza della giovinezza,
ora la consapevolezza della vecchiaia.
Come in altri importanti momenti della mia vita,
Bojano fa da sfondo!
domenica 12 febbraio 2012
LA NEVE

La neve di questi giorni mi riporta all' infanzia.
Nel '56 ero a Bojano: quanti bei ricordi!
Le scuole chiuse, le partite a palle di neve,
lo scoppiettìo dei ciocchi nel camino,
i racconti degli anziani, la polenta...
e la "voce" del silenzio...
Allora non si lamentava nessuno:
si camminava a piedi, non c' erano auto...
si accendeva la candela, non c' era internet...
i nonni vivevano in casa, non da soli o isolati...
Con il progresso, sembra impossibile,
la vita diventa più complicata.
foto: Bojano(presa in rete)
giovedì 17 marzo 2011
17 marzo
Il 17 marzo, in Italia, è stato proclamato 'festa nazionale',
solo per quest’anno, il 2011!
La data scelta fa riferimento al giorno in cui a Torino,
nel 1861, Vittorio Emanuele II di Savoia venne proclamato,
dal Senato e dalla Camera dei Deputati,
"Re d'Italia per grazia di Dio e volontà della nazione",
portando così a compimento l'Unità d'Italia.
In tanti pensano che la data 17 marzo non sia di buon auspicio,
lo confermerebbero tanti infausti avvenimenti.
La morte di Petronio Massimo, che fu proclamato imperatore romano
d'occidente il 17 marzo 455 e che fu ucciso il 22 aprile 455,
dal popolo di Roma inferocito; alla notizia dell'arrivo dei Vandali
chiamati dalla moglie Licinia Eudossia.
Fu ucciso pochi giorni dopo la proclamazione:
ascese al trono dopo due assassinii, avvenuti in un solo anno;
succedeva così, normalmente, tradimenti e congiure.
Era stato due volte praefectus urbi, tra il 420 e il 439; e tra l' altro,
aveva fatto restaurare l'antica basilica di San Pietro in Vaticano.
Limitandoci alla Storia recentissima:
nel 1942 a Belzec, nel campo di concentramento nazista
entra in funzione la prima camera a gas.
Nel 1992 un'autobomba uccide 29 persone e ne ferisce 242,
all'ambasciata israeliana a Buenos Aires, in Argentina.
E tanti altri fatti funesti, d' altra parte, la Storia dell' Umanità
è un infinito elenco di guerre; accadute in tutti i giorni dell' anno.
Il 17 marzo è anche testimone di fatti positivi; ricordiamoli.
Nel 1673 Jacques Marquette e Louis Jolliet iniziarono l' esplorazione
dei Grandi Laghi e del fiume Mississippi.
Nel 1845 in Inghilterra, Stephen Perry brevetta la gomma vulcanizzata.
Nel 1848 Venezia si solleva contro il dominio austriaco.
Nel 1898 A New York, John Holland dimostra il suo sottomarino.
Nel 1901 una mostra di 71 dipinti di Vincent van Gogh,
a Parigi, 11 anni dopo la sua morte, fa sensazione.
Nel 1948 a San Bernardino, California, nasce il gruppo di motociclisti
Hells Angels e nel Benelux, Francia, e Regno Unito firmano
il "Trattato di Bruxelles", un precursore dell'accordo NATO.
Nel 1958 gli Stati Uniti lanciano il satellite Vanguard 1.
Nel 1969 Golda Meir viene eletta primo ministro di Israele.
Nel 1987 l' IBM annuncia la realizzazione del MS-DOS versione 3.3.
Nel 2004 in Germania, tramite l'acceleratore HERA viene osservato
il primo pentaquark contenente un quark charme.
In questo giorno si ricordano nascite importanti:
Charles Leclerc, Marcel Lefèvre, Carlo Cassola,
Giuseppe Mancinelli, Nat King Cole, Gabriele Ferzetti,
Alberto Giustolisi, Paul van der Sterren, Rudol'f Nuriev,
Giovanni Trapattoni, Juan Ramón Verón, William Gibson.
In questo giorno mi sono sposata, 49 anni fa.
17: un numero che amo!
17 marzo
solo per quest’anno, il 2011!
La data scelta fa riferimento al giorno in cui a Torino,
nel 1861, Vittorio Emanuele II di Savoia venne proclamato,
dal Senato e dalla Camera dei Deputati,
"Re d'Italia per grazia di Dio e volontà della nazione",
portando così a compimento l'Unità d'Italia.
In tanti pensano che la data 17 marzo non sia di buon auspicio,
lo confermerebbero tanti infausti avvenimenti.
La morte di Petronio Massimo, che fu proclamato imperatore romano
d'occidente il 17 marzo 455 e che fu ucciso il 22 aprile 455,
dal popolo di Roma inferocito; alla notizia dell'arrivo dei Vandali
chiamati dalla moglie Licinia Eudossia.
Fu ucciso pochi giorni dopo la proclamazione:
ascese al trono dopo due assassinii, avvenuti in un solo anno;
succedeva così, normalmente, tradimenti e congiure.
Era stato due volte praefectus urbi, tra il 420 e il 439; e tra l' altro,
aveva fatto restaurare l'antica basilica di San Pietro in Vaticano.
Limitandoci alla Storia recentissima:
nel 1942 a Belzec, nel campo di concentramento nazista
entra in funzione la prima camera a gas.
Nel 1992 un'autobomba uccide 29 persone e ne ferisce 242,
all'ambasciata israeliana a Buenos Aires, in Argentina.
E tanti altri fatti funesti, d' altra parte, la Storia dell' Umanità
è un infinito elenco di guerre; accadute in tutti i giorni dell' anno.
Il 17 marzo è anche testimone di fatti positivi; ricordiamoli.
Nel 1673 Jacques Marquette e Louis Jolliet iniziarono l' esplorazione
dei Grandi Laghi e del fiume Mississippi.
Nel 1845 in Inghilterra, Stephen Perry brevetta la gomma vulcanizzata.
Nel 1848 Venezia si solleva contro il dominio austriaco.
Nel 1898 A New York, John Holland dimostra il suo sottomarino.
Nel 1901 una mostra di 71 dipinti di Vincent van Gogh,
a Parigi, 11 anni dopo la sua morte, fa sensazione.
Nel 1948 a San Bernardino, California, nasce il gruppo di motociclisti
Hells Angels e nel Benelux, Francia, e Regno Unito firmano
il "Trattato di Bruxelles", un precursore dell'accordo NATO.
Nel 1958 gli Stati Uniti lanciano il satellite Vanguard 1.
Nel 1969 Golda Meir viene eletta primo ministro di Israele.
Nel 1987 l' IBM annuncia la realizzazione del MS-DOS versione 3.3.
Nel 2004 in Germania, tramite l'acceleratore HERA viene osservato
il primo pentaquark contenente un quark charme.
In questo giorno si ricordano nascite importanti:
Charles Leclerc, Marcel Lefèvre, Carlo Cassola,
Giuseppe Mancinelli, Nat King Cole, Gabriele Ferzetti,
Alberto Giustolisi, Paul van der Sterren, Rudol'f Nuriev,
Giovanni Trapattoni, Juan Ramón Verón, William Gibson.
In questo giorno mi sono sposata, 49 anni fa.
17: un numero che amo!
17 marzo
martedì 10 agosto 2010
Le mie ROSSE
Non sono certamente delle Ferrari!
Avevo compiuto, da qualche giorno, 10 anni,
quando dovetti recarmi alla stazione,
per ritirare un collo ingrombante.
Era gennaio, c' era neve e tanto freddo;
mi imbacuccai per bene; la strada era lunga.
Una volta si facevano chilometri, sempre a piedi!
Arrivata in stazione, rimasi senza parole,
con gli occhi spalancati....era rossa!
Il mio papà mi aveva spedito una bicicletta;
rossa, stupenda, fantastica, strepitosa.
È stata, in quegli anni, che ho cominciato
a parlare con le cose a voce alta? Era una confidente
silenziosa, nelle lunghissime passeggiate solitarie.
Dopo molti anni, ho ricevuto un dono molto
più gradito, perchè veniva da mio figlio:
una bicicletta rossa!
Certamente è stato un caso: due bici, due rosse.
Foto da Google: la stazione; allora non c' erano le auto!
martedì 27 luglio 2010
LA TRAVIATA di VERDI
Il dramma della rinuncia all'amore da parte di Violetta.
La Traviata, melodramma tratto dal romanzo La signora delle camelie
di Alexandre Dumas, e libretto di Francesco Maria Piave, fa parte
della trilogia popolare, con il Rigoletto, tratto dal dramma di
Victor Hugo, Il re si diverte, rappresentato l'11 marzo 1851 a Venezia
e Il Trovatore, tratto dal dramma di Antonio García Gutiérrez,
El Trovador, rappresentato a Roma il 19 gennaio del 1853.
La Traviata, il 6 marzo 1853 alla Fenice di Venezia,
non piacque nè per gli interpreti, nè per l'argomento;
soltanto un anno dopo venne rivalutata.
A causa della censura, nel Rigoletto il re di Francia
si trasforma nel duca di Mantova; La Traviata fu ambientata
un secolo prima e alcuni pezzi furono completamente stravolti.
Ho letto il libretto della Traviata, verso i dieci anni,
frequentavo la quinta elementare a Bojano.
Era tra i volumi che erano in casa, non fu una lettura
scelta da me, come quando mi recavo in biblioteca,
e cercavo i testi tra i libri per ragazzi.
Mi colpì molto quella storia drammatica e
quanto la vita era stata crudele con Violetta.
Impreparata, affrontai l'amore e la morte.
Terribili le parole del padre di Alfredo,
"Pura siccome un angelo, Iddio mi die’ una figlia";
e quelle di Violetta?
"Morrò! La mia memoria, non fia ch'ei maledica"!
Anni dopo, consapevole che una lettura, ma anche
una musica o una pellicola per adulti non è adatta
per i ragazzi, ad una rilettura de La Traviata,
fui quasi delusa di non riprovare quel tormento
che, ricordavo bene, mi aveva colmato il cuore.
La Traviata, melodramma tratto dal romanzo La signora delle camelie
di Alexandre Dumas, e libretto di Francesco Maria Piave, fa parte
della trilogia popolare, con il Rigoletto, tratto dal dramma di
Victor Hugo, Il re si diverte, rappresentato l'11 marzo 1851 a Venezia
e Il Trovatore, tratto dal dramma di Antonio García Gutiérrez,
El Trovador, rappresentato a Roma il 19 gennaio del 1853.
La Traviata, il 6 marzo 1853 alla Fenice di Venezia,
non piacque nè per gli interpreti, nè per l'argomento;
soltanto un anno dopo venne rivalutata.
A causa della censura, nel Rigoletto il re di Francia
si trasforma nel duca di Mantova; La Traviata fu ambientata
un secolo prima e alcuni pezzi furono completamente stravolti.
Ho letto il libretto della Traviata, verso i dieci anni,
frequentavo la quinta elementare a Bojano.
Era tra i volumi che erano in casa, non fu una lettura
scelta da me, come quando mi recavo in biblioteca,
e cercavo i testi tra i libri per ragazzi.
Mi colpì molto quella storia drammatica e
quanto la vita era stata crudele con Violetta.
Impreparata, affrontai l'amore e la morte.
Terribili le parole del padre di Alfredo,
"Pura siccome un angelo, Iddio mi die’ una figlia";
e quelle di Violetta?
"Morrò! La mia memoria, non fia ch'ei maledica"!
Anni dopo, consapevole che una lettura, ma anche
una musica o una pellicola per adulti non è adatta
per i ragazzi, ad una rilettura de La Traviata,
fui quasi delusa di non riprovare quel tormento
che, ricordavo bene, mi aveva colmato il cuore.
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Ricordi
lunedì 5 luglio 2010
STRANI RICORDI
All' improvviso e inaspettatamente, tornano alla mente,
cose senza importanza, accadute anni prima: era il 1972.
Eravamo in un albergo-scuola: il Florens;
il servizio era impeccabile, da ogni punto di vista;
un' ottima cucina, varia, raffinata ed elaborata.
Dopo una decina di giorni di prelibatezze,
esponemmo allo chef, il desiderio di un piatto semplice.
La mattina successiva, sulla lista, con i piatti del giorno, c' era:
Spaghetti alla miss "Florens".
cose senza importanza, accadute anni prima: era il 1972.
Eravamo in un albergo-scuola: il Florens;
il servizio era impeccabile, da ogni punto di vista;
un' ottima cucina, varia, raffinata ed elaborata.
Dopo una decina di giorni di prelibatezze,
esponemmo allo chef, il desiderio di un piatto semplice.
La mattina successiva, sulla lista, con i piatti del giorno, c' era:
Spaghetti alla miss "Florens".
sabato 10 aprile 2010
LA PIANTA di TABACCO
Fu Cristoforo Colombo, il primo europeo,
a conoscere il tabacco, quando sbarcò
sulle isole Bahamas nel 1492.
Il rotolo di foglie secche, che gli indigeni fumavano,
era chiamato "tabaco".
La pianta del tabacco (Nicotiana tabacum L.)
appartiene alla famiglia delle Solanaceae.
In questa famiglia ci sono specie alimentari,
come il pomodoro (Lycopersicon esculentum),
la patata (Solanum tuberosum),
la melanzana (Solanum melongena),
il peperone (Capsicum annuum);
specie ornamentali come la petunia
e specie usate a scopo farmaceutico,
come la belladonna e la mandragora.
Ero una bimbetta di circa 6 anni ed ero a Bojano,
quando ho scoperto la pianta del tabacco; fino a
quel momento conoscevo le sigarette, ma non
che venissero confezionate con foglie essiccate.
Le raccoglitrici, che dovevano stare in mezzo
al campo fangoso, portavano in testa un
fazzolettone, per ripararsi dal sole,
ai piedi gli stivali per proteggersi dall' umidità,
ed erano continuamente colpite al volto
dalle grandi foglie del tabacco.
Le foglie vanno raccolte al giusto grado di maturazione,
che inizia dalle foglie più basse e procede verso l'alto,
quindi avveniva in passate successive distanziate.
Alla fine la pianta veniva raccolta tutta intera,
recidendone il gambo all'altezza del suolo con un coltello.
La raccolta del tabacco si svolgeva alla fine dell’estate
e durava circa un mese, si procedeva quindi all’essiccazione
delle foglie che venivano successivamente riposte in cassette.
Foto dalla rete
mercoledì 7 aprile 2010
PARIGI
Ottobre 1976
Girare per Parigi è facilissimo, basta avere la
mappa del metrò e una cartina stradale;
per la lingua basta una reminescenza scolastica;
non abbiamo avuto nessun problema in banca,
dall' ottico: gli occhiali si ruppero per una brusca
frenata del treno, prima di essere sul suolo francese.
Nè in lavanderia: una cameriera dell' albergo,
versò il contenuto di un vassoio sul tuo vestito.
Nella stazione Saint Lazare, ebbi un ottimo caffè,
il barman era della Costiera Amalfitana.
Eravamo a nostro agio, più che a casa nostra, e
non siamo stati dei semplici turisti, certo abbiamo
visitato le meraviglie note a tutti; ma è stato bello
andarcene in giro, a piedi, per luoghi, frequentati
soltanto dai residenti.
La prima cosa che non abbiamo potuto, non notare,
andando per strade secondarie, è che eravamo in un
posto pulitissimo, niente spazzatura, nè sacchetti,
nè contenitori adibiti a tale uso; pensammo che
forse l' immondizia veniva disintegrata, all' origine.
Dall' Avenue de Clichy a piedi a Montmartre,
attraverso Rue Caulaincourt e Rue Lepic e una
sosta a Place du Tertre, la piazza degli artisti,
e poi, giù per la scalinata e una deviazione per
l' Eglise Saint Jean e giù a Pigalle e a Place Blanche,
col Moulin Rouge, un mulino rosso con le pale.
Il tempo volava via e le cose da vedere tante e, solo per
non rischiare, chiedemmo ad un passante, un anziano monsieur,
che ci insegnò a dire Blanche, che suona quasi Blonche!
Già, i nostri piedi non erano felici,
per farci perdonare, il pomeriggio ci riposammo,
seduti su un bateau mouche, sulle acque della Senna;
e poi la visita al Museo degli Impressionisti.
Girare per Parigi è facilissimo, basta avere la
mappa del metrò e una cartina stradale;
per la lingua basta una reminescenza scolastica;
non abbiamo avuto nessun problema in banca,
dall' ottico: gli occhiali si ruppero per una brusca
frenata del treno, prima di essere sul suolo francese.
Nè in lavanderia: una cameriera dell' albergo,
versò il contenuto di un vassoio sul tuo vestito.
Nella stazione Saint Lazare, ebbi un ottimo caffè,
il barman era della Costiera Amalfitana.
Eravamo a nostro agio, più che a casa nostra, e
non siamo stati dei semplici turisti, certo abbiamo
visitato le meraviglie note a tutti; ma è stato bello
andarcene in giro, a piedi, per luoghi, frequentati
soltanto dai residenti.
La prima cosa che non abbiamo potuto, non notare,
andando per strade secondarie, è che eravamo in un
posto pulitissimo, niente spazzatura, nè sacchetti,
nè contenitori adibiti a tale uso; pensammo che
forse l' immondizia veniva disintegrata, all' origine.
Dall' Avenue de Clichy a piedi a Montmartre,
attraverso Rue Caulaincourt e Rue Lepic e una
sosta a Place du Tertre, la piazza degli artisti,
e poi, giù per la scalinata e una deviazione per
l' Eglise Saint Jean e giù a Pigalle e a Place Blanche,
col Moulin Rouge, un mulino rosso con le pale.
Il tempo volava via e le cose da vedere tante e, solo per
non rischiare, chiedemmo ad un passante, un anziano monsieur,
che ci insegnò a dire Blanche, che suona quasi Blonche!
Già, i nostri piedi non erano felici,
per farci perdonare, il pomeriggio ci riposammo,
seduti su un bateau mouche, sulle acque della Senna;
e poi la visita al Museo degli Impressionisti.
mercoledì 31 marzo 2010
VERONA

Verona, città del Veneto, sulle rive dell' Adige.
Già importante, al tempo dei Romani, punto di incontro di
quattro strade consolari: la via Gallica, la via Claudia Augusta,
il vicum Veronensium e la via Postumia.
Oggi Verona costituisce un importante nodo geografico,
stradale, ferroviario e autostradale che collega
l'Italia centrale e nord-occidentale con il passo del Brennero.
Verona è visitata per le sue bellezze artistiche e architettoniche,
per la stagione lirica e le rappresentazioni teatrali e, non solo,
dagli innamorati per il balcone di Giulietta.

Foto prese in rete
giovedì 18 marzo 2010
ISOLA BELLA

L’Isola Bella fa parte dell’arcipelago delle Isole Borromee,
nel lago Maggiore; a pochi metri da Stresa, è raggiungibile
in pochi minuti dai vari imbarcaderi della costa.
Una piccola e affascinante isola, solo mt. 320 x 180.
Il suo bellissimo palazzo barocco, aperto al publico,
ha uno splendido giardino disposto su dieci terrazze discendenti;
vi sono fiori e piante esotiche molto rare, vasche, fontane
e molte statue della seconda metà del Seicento.
I pavoni bianchi, in libertà, rendono il luogo ancora più incantevole.
La costruzione del palazzo iniziò nel 1632, i lavori affidati
al milanese Angelo Crivelli, che progettò anche i giardini,
furono completati dal grande Carlo Fontana.
La bellezza è indescrivibile!

Foto: prese in internet.
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Ricordi
venerdì 18 settembre 2009
UNA FAVOLA ?
Ai miei tempi, è giusto dirlo, perchè è tanto tempo fa,
già in prima elementare avevamo due libri;
quello di lettura e il sussidiario.
Ricordo perfettamente uno di quei raccontini.
"Il nonno era molto vecchio, la vista si era indebolita,
e, quando mangiava, sporcava la tovaglia.
Il figlio e la nuora gli prepararono un posto a parte.
Un giorno, mentre gli porgevano la minestra,
la scodella cadde e andò in pezzi.
Cominciarono ad usare una ciotola di legno.
Il giorno seguente, il nipotino, accanto al nonno,
cercava di unire tra loro alcuni pezzi di legno;
il babbo gli chiese cosa stesse facendo.
Fabbrico una ciotola per quando tu sarai vecchio,
mi servirà per darti da mangiare, rispose il piccolo.
L' uomo e sua moglie si guardarono e assieme
riportarono il nonno a tavola con loro".
già in prima elementare avevamo due libri;
quello di lettura e il sussidiario.
Ricordo perfettamente uno di quei raccontini.
"Il nonno era molto vecchio, la vista si era indebolita,
e, quando mangiava, sporcava la tovaglia.
Il figlio e la nuora gli prepararono un posto a parte.
Un giorno, mentre gli porgevano la minestra,
la scodella cadde e andò in pezzi.
Cominciarono ad usare una ciotola di legno.
Il giorno seguente, il nipotino, accanto al nonno,
cercava di unire tra loro alcuni pezzi di legno;
il babbo gli chiese cosa stesse facendo.
Fabbrico una ciotola per quando tu sarai vecchio,
mi servirà per darti da mangiare, rispose il piccolo.
L' uomo e sua moglie si guardarono e assieme
riportarono il nonno a tavola con loro".
lunedì 7 settembre 2009
La BASILICA di POMPEI

Ricordi.
Tutti i luoghi che fanno parte
del nostro quotidiano, li
guardiamo con gli occhi del
cuore, ma non rivelano
più sorprese.
Ricordo quando correvo con le
mie compagne su per gli scalini del Campanile di Pompei;
ero nelle prime classi delle elementari, e spesso le suore
ci portavano a visitare la chiesa, dove c'erano le loro consorelle.
Andavamo a piedi, anche se c'era il treno o l'autobus che passava
davanti il Santuario: allora si camminava a piedi.
La scuola era a tempo pieno dalle nove alle sedici; spesso andavamo
in giro, con dei panini per il pranzo, e la meta preferita era Pompei.
Da sposata ho portato i miei bambini nei giardini davanti la Basilica
o a vedere i presepi o a vedere gli Scavi.
Ma solo dopo molti anni ho realmente "visto" le bellezze che
mi erano tanto familiari.
Dopo essere stata a Venezia, Siena, Orvieto, Parigi e in tante altre
bellissime città ho rivalutato la Basilica di Pompei e mia figlia
ormai adulta era d' accordo con me.

Foto: Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei
domenica 9 novembre 2008
Tonno sott' olio.
E' una bellissima e calda giornata,
un'estate di san Martino perfetta,
che invoglia a consumare dei semplici piatti estivi.
Un'insalata col tonno; ma preparato in casa.
Penso di trascrivere la spiegazione sul
mio blog di cucina e così i ricordi affiorano.
Era, un po' di tempo fa, settembre del '79,
quando un'amica mi disse che, in edicola,
potevo prendere il primo numero
di un' opera per la conservazione dei cibi,
della Alberto Peruzzo Editore.
Avevo già una fornita raccolta di ricette,
tra enciclopedie, riviste, fascicoli e ritagli di giornali,
e non potevo farmi tentare,
per la mancanza di spazio.
Comprai quel primo numero, perché
c'erano le "snips" in regalo.
Le forbici costavano più di mille lire...
Il fascicolo, come primo numero,
costava 500 lire, il prezzo di copertina,
per la cronaca, era 800 lire;
alibi perfetto per chi avendo già deciso
di comprare le forbici, era quasi costretto
all'acquisto!

Le dieci ricette di quel
fascicolo sono belle,
ma è rimasto unico.
Le snips vengono, tutt'ora, da
me, preferite alle altre forbici.
La ricetta l'ho inserita.
un'estate di san Martino perfetta,
che invoglia a consumare dei semplici piatti estivi.
Un'insalata col tonno; ma preparato in casa.
Penso di trascrivere la spiegazione sul
mio blog di cucina e così i ricordi affiorano.
Era, un po' di tempo fa, settembre del '79,
quando un'amica mi disse che, in edicola,
potevo prendere il primo numero
di un' opera per la conservazione dei cibi,
della Alberto Peruzzo Editore.
Avevo già una fornita raccolta di ricette,
tra enciclopedie, riviste, fascicoli e ritagli di giornali,
e non potevo farmi tentare,
per la mancanza di spazio.
Comprai quel primo numero, perché
c'erano le "snips" in regalo.
Le forbici costavano più di mille lire...
Il fascicolo, come primo numero,
costava 500 lire, il prezzo di copertina,
per la cronaca, era 800 lire;
alibi perfetto per chi avendo già deciso
di comprare le forbici, era quasi costretto
all'acquisto!

Le dieci ricette di quel
fascicolo sono belle,
ma è rimasto unico.
Le snips vengono, tutt'ora, da
me, preferite alle altre forbici.
La ricetta l'ho inserita.
sabato 2 agosto 2008
Riflessioni.
Il cerchio è sempre lì, un mal di testa diffuso,
che scende, attraverso il viso, sulle spalle:
è colpa del caldo.
Ma anche di quello che accade all'interno...
della mia testa.
Il tempo: una volta scorreva lentamente;
adesso corre come un fulmine.
Il mio nipotino va alle scuole superiori.
Ma solo ieri aveva poco più di un anno!
e abbiamo preso una pallina dal distributore,
c' era un piccolo elefante, che lui chiamava pampu.
Poi abbiamo passeggiato, giocato al bigliardino
e siamo andati sullo scivolo, mentre il nonno con
un occhio alla videocamera ed uno a noi,
mi diceva di stare attenta: lo scivolo era mezzo rotto.
E risento la sua vocina: nonna mi fai vedere i filmati
di mamma e zia, quando erano piccole?
Ma come è possibile che sia passato tanto tempo?
E le immagini si moltiplicano nella mia mente.
che scende, attraverso il viso, sulle spalle:
è colpa del caldo.
Ma anche di quello che accade all'interno...
della mia testa.
Il tempo: una volta scorreva lentamente;
adesso corre come un fulmine.
Il mio nipotino va alle scuole superiori.
Ma solo ieri aveva poco più di un anno!
e abbiamo preso una pallina dal distributore,
c' era un piccolo elefante, che lui chiamava pampu.
Poi abbiamo passeggiato, giocato al bigliardino
e siamo andati sullo scivolo, mentre il nonno con
un occhio alla videocamera ed uno a noi,
mi diceva di stare attenta: lo scivolo era mezzo rotto.
E risento la sua vocina: nonna mi fai vedere i filmati
di mamma e zia, quando erano piccole?
Ma come è possibile che sia passato tanto tempo?
E le immagini si moltiplicano nella mia mente.
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