Settembre
Triste il giardino: fresca
scende ai fiori la pioggia.
Silenziosa trema
l'estate, declinando alla sua fine.
Gocciano foglie d'oro
giù dalla grande acacia.
Ride attonita e smorta
l'estate dentro il suo morente sogno.
S'attarda fra le rose,
pensando alla sua pace;
lentamente socchiude
i grandi occhi pesanti di stanchezza.
Hermann Hesse
Visualizzazione post con etichetta Hermann Hesse. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Hermann Hesse. Mostra tutti i post
venerdì 3 settembre 2010
lunedì 30 marzo 2009
Il lupo della steppa di Hermann Hesse
Il romanzo, publicato nel 1927, secondo la prefazione
dell' autore, è un documento del tempo,
un' epoca di profonda crisi di valori umani.
Soffrendo della crisi del mondo che lo circondava,
lo scrittore temeva che l' umanità sarebbe scomparsa
totalmente e constata che l' uomo civilizzato
trasforma tutta la terra in cemento e latta.
Profeta di molti fra i più scottanti problemi
della nostra epoca, già evidenti nel passato!
Il Lupo della steppa è stato considerato come un
capolavoro dell' espressionismo.
Harry Haller, il protagonista, ha le stesse iniziali
dell' autore ed "Hermine" il femminile di Hermann;
anche Kafka chiamò K. i suoi protagonisti, e con le
iniziali della fidanzata F.B. la Fräulein Bürstaer.
Nella descrizione del lupo, l'uomo cambia aspetto
come cambia il punto di vista di osservazione.
Per metà borghese perbene e per metà lupo feroce,
in Harry convive una moltitudine di personalità;
si trova tra due epoche con tutte le ambiguità della vita.
E legge poesie di tutti i tempi e di tutti i popoli, legge
Goethe, Dostojevski, Novalis, Lessing, Jacobi e Lichtenberg.
In una trattoria, incontra Hermine, incolta, ma intelligente,
che lo distoglie dalla solitudine:
"il miracolo che io dovessi trovare ancora una volta una
creatura umana e un interessamento alla vita".
Meraviglioso il suo sogno con Molly, lo scorpione,
Goethe, il Flauto magico di Mozart e Schubert.
Quando scompare, lascia un manoscritto, nel quale
descrive la sua sofferenza e il suo inferno personale,
con la volontà di tenergli testa soffrendo fino in fondo.
"Per lui il mattino era la parte cattiva della giornata
che egli temeva e non gli portò mai alcun bene.
Egli non fu mai lieto in nessuna mattinata della sua vita,
non ha mai fatto nulla di bene prima di mezzogiorno.
Solo durante il pomeriggio si scaldava lentamente
e diventava vivo, soltanto verso sera, nelle giornate buone,
diventava fecondo, attivo, persino ardente e lieto.
Per questo aveva bisogno di solitudine e indipendenza.
Nessuno ha mai avuto un bisogno più profondo
e più appassionato di essere indipendente..."
La traduzione italiana fu rinviata dal 1941 al 1946,
a causa della Seconda Guerra Mondiale.

Araucaria: conoscevo la
pianta, ma non il nome;
l' ho scoperto leggendo
questo romanzo.
Tra le molte specie, questa,
dell' immagine presa in rete,
è quella che mi piace di più
ed è anche quella che vedo
spesso nei giardini.
dell' autore, è un documento del tempo,
un' epoca di profonda crisi di valori umani.
Soffrendo della crisi del mondo che lo circondava,
lo scrittore temeva che l' umanità sarebbe scomparsa
totalmente e constata che l' uomo civilizzato
trasforma tutta la terra in cemento e latta.
Profeta di molti fra i più scottanti problemi
della nostra epoca, già evidenti nel passato!
Il Lupo della steppa è stato considerato come un
capolavoro dell' espressionismo.
Harry Haller, il protagonista, ha le stesse iniziali
dell' autore ed "Hermine" il femminile di Hermann;
anche Kafka chiamò K. i suoi protagonisti, e con le
iniziali della fidanzata F.B. la Fräulein Bürstaer.
Nella descrizione del lupo, l'uomo cambia aspetto
come cambia il punto di vista di osservazione.
Per metà borghese perbene e per metà lupo feroce,
in Harry convive una moltitudine di personalità;
si trova tra due epoche con tutte le ambiguità della vita.
E legge poesie di tutti i tempi e di tutti i popoli, legge
Goethe, Dostojevski, Novalis, Lessing, Jacobi e Lichtenberg.
In una trattoria, incontra Hermine, incolta, ma intelligente,
che lo distoglie dalla solitudine:
"il miracolo che io dovessi trovare ancora una volta una
creatura umana e un interessamento alla vita".
Meraviglioso il suo sogno con Molly, lo scorpione,
Goethe, il Flauto magico di Mozart e Schubert.
Quando scompare, lascia un manoscritto, nel quale
descrive la sua sofferenza e il suo inferno personale,
con la volontà di tenergli testa soffrendo fino in fondo.
"Per lui il mattino era la parte cattiva della giornata
che egli temeva e non gli portò mai alcun bene.
Egli non fu mai lieto in nessuna mattinata della sua vita,
non ha mai fatto nulla di bene prima di mezzogiorno.
Solo durante il pomeriggio si scaldava lentamente
e diventava vivo, soltanto verso sera, nelle giornate buone,
diventava fecondo, attivo, persino ardente e lieto.
Per questo aveva bisogno di solitudine e indipendenza.
Nessuno ha mai avuto un bisogno più profondo
e più appassionato di essere indipendente..."
La traduzione italiana fu rinviata dal 1941 al 1946,
a causa della Seconda Guerra Mondiale.

Araucaria: conoscevo la
pianta, ma non il nome;
l' ho scoperto leggendo
questo romanzo.
Tra le molte specie, questa,
dell' immagine presa in rete,
è quella che mi piace di più
ed è anche quella che vedo
spesso nei giardini.
Iscriviti a:
Post (Atom)



