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domenica 10 gennaio 2016

Due intrusi nel mondo di Einstein

Due intrusi nel mondo di Einstein
di Amanda Gefter.


Un saggio sulla fisica teorica fondamentale,
sulla cosmologia contemporanea,
sulla relatività generale  e sulla meccanica quantistica,
che ci spiega il mistero dell’Universo.

Un’autobiografia appassionata e una panoramica profonda
delle idee che la fisica teorica attuale sta esplorando.

Una commovente complicità fra una figlia e suo padre,
ed un regalo unico: scoprire cos'è la Realtà Ultima.

Amanda Gefter ci prende per mano
e ci introduce in un mondo fantastico.
Ci guida fra buchi neri, quanti, stringhe, loop, bit,
radiazione di fondo a microonde, osservatori e osservati
e teorie di filosofia della scienza,
che arrivano a negare l'esistenza stessa della realtà.

Ci racconta il lavoro dei fisici contemporanei,
da una conferenza in onore di John Wheeler,
il cui pensiero ci accompagna fino alla fine del libro.
Ci presenta Einstein, Lenny Susskind, Art Friedman,
Raphael Bousso, Alan Guth, Lev Landau, Carlo Rovelli,
Kip Thorne, Lee Smolin, James Ladyman.

È un racconto in prima persona, dei suoi colloqui con i fisici;
delle sue emozioni nell’incontrarli; nel capire e non capire.

Alla fine del libro, il mondo ci appare molto diverso
e tante domande aleggiano intorno a noi:
Cos’è il Nulla? Cos’è Reale? Cos’è l’Universo?
L'Universo è uno solo o ognuno ha il suo?
L’Universo è Nulla?

Una lettura affascinante; divertente e commovente.
Un libro che si legge d'un fiato.

venerdì 10 ottobre 2014

IL FERMIONE DI MAJORANA

Il fermione di Majorana è stato finalmente osservato, dopo 77 anni.
Individuato all' estremità di un sottilissimo filo di ferro
superconduttore: è una scoperta importantissima per l'informatica.

Ettore Majorana fisico nucleare, è nato a Catania, il 5 agosto 1906,
ed è scomparso misteriosamente alla fine di marzo del 1938.

È vissuto tra senatori, ingegneri, fisici, matematici, giuristi,
statisti, rettori universitari, astronomi.
Frequentò per 4 anni la facoltà di ingegneria, poi passò a fisica
dove si laureò, nel 1929. Relatore Enrico Fermi.

Nel 1937 Ettore Majorana accettò, dopo aver rifiutato
Cambridge, Yale e Carnegie Foundation, la cattedra
di professore di Fisica teorica all'Università di Napoli.

I “fermioni” sono le particelle elementari
che costituiscono la materia.
Sono descritte da un' equazione formulata nel 1928 da Paul Dirac,
che si chiama "equazione di Dirac".
Essa prevede che a ogni particella sia associata una relativa
antiparticella, che avendo la carica opposta, se entrano in contatto,
si disintegrano a vicenda liberando energia.

Nel 1937 Ettore Majorana formulò un'equazione,
detta "equazione di Majorana", che prevede
l’esistenza di fermioni neutri (cioè senza carica elettrica)
che coincidono con la propria antiparticella.
I “fermioni di Majorana” si comportano sia come materia
sia come antimateria.

I fermioni di Majorana  si presterebbero molto bene a codificare
informazioni quantistiche,  la scoperta apre nuove possibilità
per lo sviluppo di computer quantistici.

Il computer quantistico usa al posto dei bit, i qubit,
codificati dallo stato quantistico di una particella o di un atomo
e poichè possono esistere anche in una sovrapposizione, possono
cioè avere entrambi i valori allo stesso tempo,
amplia enormemente le possibilità di codifica delle informazioni.

lunedì 15 aprile 2013

LEONHARD EULER

Un doodle di Google, per il 306° anniversario,
della nascita di Leonhard Euler.




Leonhard Euler, nato a Basilea, 15 aprile 1707,
è stato un matematico e fisico svizzero.

È il più importante matematico dell'Illuminismo.
Ha fornito contributi cruciali in svariate aree:
analisi infinitesimale, funzioni speciali,
meccanica razionale, meccanica celeste,
teoria dei numeri, teoria dei grafi.

Era  laureato in filosofia; fu chiamato
all'Accademia Imperiale delle scienze di
San Pietroburgo per occupare la cattedra di medicina.
Ha lavorato anche come medico nella marina Russa.
Poi passò da medicina a matematica.
Ha lavorato all'Accademia di Berlino,
dove conobbe Johann Sebastian Bach,
chiamato da Federico il Grande di Prussia.

Caterina la Grande, salita al potere, lo invitò, di nuovo,
a San Pietroburgo, nel 1766, e vi restò fino alla morte.

Buona parte della simbologia matematica,
che usiamo venne introdotta da Eulero:
i per i numeri immaginari, Σ come simbolo
per la sommatoria, f(x) per indicare una funzione.
Diffuse l'uso della lettera π per indicare pi greco,
la e per il numero di Nepero, da allora numero di Eulero

Sue sono anche alcune tra le più importanti
equazioni della geometria e la soluzione
di molti problemi di Pierre Fermat, anche se non
dell' Ultimo, di cui diede solo una soluzione parziale.

Scoprì quella che è oggi chiamata formula di Eulero,
da questa ricavò l'identità di Eulero:
e iπ  +1 = 0.

Questa formula, ritenuta da Richard Feynman
"la più bella formula di tutta la matematica",
collega armoniosamente cinque numeri
estremamente importanti: e, π, i, 1 e 0
attraverso gli operatori fondamentali
della matematica (uguaglianza, addizione,
moltiplicazione ed esponenziazione).

Nel 1988, i lettori del Mathematical Intelligencer,
la votarono come:
"La più bella formula matematica di sempre".
Ed inoltre Eulero era lo scopritore di
tre delle cinque formule più votate.

Leonhard Paul Euler, il 18 settembre 1873,
morì colpito da emorragia cerebrale.
Leonhard trascorse quella giornata, dando lezioni
di matematica a uno dei suoi nipoti e lavorando
a una pubblicazione insieme ai suoi più fedeli assistenti.

Esistono 886 pubblicazioni di Eulero.

domenica 7 ottobre 2012

DOODLE per BOHR


Google dedica un doodle a Niels Bohr,
nel 127° anniversario della nascita. 

Niels Henrik David Bohr, nato e morto a Copenaghen,
(7 ottobre 1885 – 18 novembre 1962)
è stato fisico, filosofo, matematico e accademico.

Nel 1922 Bohr ebbe il Premio Nobel per la fisica,
"per gli studi sulla struttura degli atomi e
della radiazione che emana da essi".
I principi di complementarità e di indeterminazione
saranno i pilastri portanti della grande interpretazione
fisica "ufficiale" della meccanica quantistica.

Con Bohr non era d'accordo Einstein,
che non credeva nella natura probabilistica
dei processi fisici, anche su scala atomica.
Einstein credeva in un sistema ordinato
di leggi naturali semplici e deterministiche.

Heisenberg, allievo di Bohr, collaborò con i tedeschi
al progetto per la costruzione della bomba atomica.

Niels Bohr, sua madre era ebrea, nel 1943,
durante l'occupazione nazista della Danimarca,
fuggì in Svezia e poi a Londra, con la famiglia,
per evitare l'arresto da parte della polizia tedesca.
Quando tornò a Copenaghen sostenne
l'uso pacifico dell' energia nucleare.
È ritratto sulla banconota da 500 corone danesi.
Nel 1965, l'istituto di fisica dell' università di Copenaghen
ha preso il nome di: "Istituto Niels Bohr".

Suo figlio Aage Niels Bohr vinse il Premio Nobel
per la fisica nel 1975, 52 anni dopo il padre.

La quantistica è quella branca della fisica,
che studia i quanti, ossia i dislivelli energetici
che si verificano a livello sub atomico.
I quanti sono la quantità minima di una grandezza.



mercoledì 22 febbraio 2012

HEINRICH RUDOLF HERTZ


Hertz è nato ad Amburgo il 22 febbraio 1857, fisico ed ingegnere,
ha dato il suo nome alle onde radio, onde “Hertz” (Hz).

La sua dimostrazione che dei segnali elettrici potevano essere
inviati attraverso l'aria, ha permesso l' invenzione della radio.

Dal sistema di misurazione di Hertz, deriva il sistema di
misurazione della capacità di calcolo dei processori.

Hertz è morto giovanissimo, il 1º gennaio 1894 a Bonn.

Suo nipote Gustav Ludwig Hertz vinse il Premio Nobel,
 per la fisica nel 1925, e il figlio di Gustav Ludwig Hertz,
Carl Hellmuth Hertz, fu uno dei padri dell'ecografia medica.

Google con le onde elettromagnetiche presenti
sul Doodle di oggi, festeggia la nascita dello scienziato.

lunedì 7 novembre 2011

MARIE SKLODOWSKA CURIE


Marie Skłodowska Curie

Marie Skłodowska è nata a Varsavia,
il 7 novembre 1867 e morta a Passy il 4 luglio 1934.

Oggi, 7 novembre 2011, nell' anniversario della nascita,
Google le dedica un bellissimo logo.

Marie Curie doppio premio Nobel: nel 1903 per la fisica,
e nel 1911 per la chimica,
per i suoi lavori sul radio.

Si laureò in fisica e chimica alla
Sorbona, ed è stata la prima
donna ad insegnarvi.

Durante la prima guerra mondiale,
formò tecnici e infermieri ed operò come radiologa.

Nel 1909 fondò a Parigi l'Institut du radium,
e, nel 1932, un altro istituto a Varsavia,
entrambi oggi si chiamano Istituto Curie.

Tutti i suoi appunti di laboratorio successivi al 1890,
sono considerati pericolosi a causa del loro contatto
con sostanze radioattive; sono conservati in scatole
piombate e chi voglia consultarli deve proteggersi.

La figlia maggiore, Irène Joliot-Curie, ricevette
un premio Nobel per la chimica nel 1935.
La secondogenita, Eve Denise Curie, scrittrice, fu
consigliere speciale del Segretariato delle Nazioni Unite
e ambasciatrice dell'UNICEF in Grecia.

Marie morì nell' Alta Savoia per una grave forma
di anemia aplastica, certamente contratta
a causa delle lunghe esposizioni alle radiazioni.

Il 20 aprile 1995 le sue spoglie,
insieme a quelle del marito Pierre,
sono state trasferite al Pantheon di Parigi.

Ai coniugi Curie è stato dedicato un asteroide,
il 7000 Curie, ed un minerale di uranio: la curite.

A Maria Skłodowska è stato dedicato
un altro minerale di uranio, la sklodowskite,
oltre all'unità di misura della radioattività, il curie.

Maria Curie fu la prima persona a vincere
due premi Nobel in due campi differenti.
Oltre a lei soltanto Linus Pauling ne
ha ricevuto due, in campi differenti.


Foto: Marie Skłodowska nel 1883 a 16 anni
Al suo tavolo da lavoro