mercoledì 5 giugno 2013

L' ODORE di CANAPA





Rientrando, stamattina, ho notato che avevo fatto sfiorire dei
bellissimi boccioli di rosa e ho voluto controllare in che stato
erano quelle nel giardino dietro casa.

Il tepore del sole mi ha portato indietro negli anni; chiudendo
gli occhi per assaporare i ricordi, ho sentito l' odore di canapa;
ma era quello del grano, dei campi vicini, portato dalla brezza.

Era l' estate del '56, credo, quando venne una famiglia di funai
a "costruire" le corde e si stabilì sulla sponda del fiume.

Quell'anno avevo una nuova amichetta, ospite di una zia; forse
si chiamava Wanda, questo è comunque il nome che mi si affaccia
alla mente; l' estate la trascorremmo insieme in tante avventure.
Eravamo pronte a mezzogiorno, per farci tirare su dalla fune della
campana, che suonava i suoi rintocchi; su e giù, a dondolarci;
e ricordo il sorriso benevolo del paziente sagrestano.

Passando sotto il campanile si accedeva ad un viottolo, che portava
alla sorgente; ma dopo qualche centinaio di metri, dall'alto si
godeva la vista della strada, del fiume e di un ampio spazio.

Lì c' erano i funai al lavoro e l'aria era piena dell'odore di canapa!
Che spettacolo; mi piaceva stare lì sdraiata al sole; anche da sola.
Il lavoro non era frenetico, dava la sensazione della calma.

Le persone al lavoro camminavano all'indietro ed avevano un
grembiule con una grossa tasca, che reggeva la fibra e con le mani
formavano i fili sottili, che successivamente venivano uniti tra loro.
C' era una grande ruota che girava e dei grandi rastrelli, piantati
nel terreno a reggere i fili, che con la torsione si intrecciavano.

Quello che non ho mai dimenticato è l'odore che c'era nell' aria.
Un odore che possiamo sentire se, facendo lavori idraulici,
usiamo la canapa e non il nastro di teflon.



Foto prese in rete.

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