venerdì 10 ottobre 2014

IL FERMIONE DI MAJORANA

Il fermione di Majorana è stato finalmente osservato, dopo 77 anni.
Individuato all' estremità di un sottilissimo filo di ferro
superconduttore: è una scoperta importantissima per l'informatica.

Ettore Majorana fisico nucleare, è nato a Catania, il 5 agosto 1906,
ed è scomparso misteriosamente alla fine di marzo del 1938.

È vissuto tra senatori, ingegneri, fisici, matematici, giuristi,
statisti, rettori universitari, astronomi.
Frequentò per 4 anni la facoltà di ingegneria, poi passò a fisica
dove si laureò, nel 1929. Relatore Enrico Fermi.

Nel 1937 Ettore Majorana accettò, dopo aver rifiutato
Cambridge, Yale e Carnegie Foundation, la cattedra
di professore di Fisica teorica all'Università di Napoli.

I “fermioni” sono le particelle elementari
che costituiscono la materia.
Sono descritte da un' equazione formulata nel 1928 da Paul Dirac,
che si chiama "equazione di Dirac".
Essa prevede che a ogni particella sia associata una relativa
antiparticella, che avendo la carica opposta, se entrano in contatto,
si disintegrano a vicenda liberando energia.

Nel 1937 Ettore Majorana formulò un'equazione,
detta "equazione di Majorana", che prevede
l’esistenza di fermioni neutri (cioè senza carica elettrica)
che coincidono con la propria antiparticella.
I “fermioni di Majorana” si comportano sia come materia
sia come antimateria.

I fermioni di Majorana  si presterebbero molto bene a codificare
informazioni quantistiche,  la scoperta apre nuove possibilità
per lo sviluppo di computer quantistici.

Il computer quantistico usa al posto dei bit, i qubit,
codificati dallo stato quantistico di una particella o di un atomo
e poichè possono esistere anche in una sovrapposizione, possono
cioè avere entrambi i valori allo stesso tempo,
amplia enormemente le possibilità di codifica delle informazioni.

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