martedì 27 luglio 2010

LA TRAVIATA di VERDI

Il dramma della rinuncia all'amore da parte di Violetta.

La Traviata, melodramma tratto dal romanzo La signora delle camelie
di Alexandre Dumas, e libretto di Francesco Maria Piave, fa parte
della trilogia popolare, con il Rigoletto, tratto dal dramma di
Victor Hugo, Il re si diverte, rappresentato l'11 marzo 1851 a Venezia
e Il Trovatore, tratto dal dramma di Antonio García Gutiérrez,
El Trovador, rappresentato a Roma il 19 gennaio del 1853.

La Traviata, il 6 marzo 1853 alla Fenice di Venezia,
non piacque nè per gli interpreti, nè per l'argomento;
soltanto un anno dopo venne rivalutata.

A causa della censura, nel Rigoletto il re di Francia
si trasforma nel duca di Mantova; La Traviata fu ambientata
un secolo prima e alcuni pezzi furono completamente stravolti.

Ho letto il libretto della Traviata, verso i dieci anni,
frequentavo la quinta elementare a Bojano.
Era tra i volumi che erano in casa, non fu una lettura
scelta da me, come quando mi recavo in biblioteca,
e cercavo i testi tra i libri per ragazzi.

Mi colpì molto quella storia drammatica e
quanto la vita era stata crudele con Violetta.
Impreparata, affrontai l'amore e la morte.

Terribili le parole del padre di Alfredo,
"Pura siccome un angelo, Iddio mi die’ una figlia";
e quelle di Violetta?
"Morrò! La mia memoria, non fia ch'ei maledica"!

Anni dopo, consapevole che una lettura, ma anche
una musica o una pellicola per adulti non è adatta
per i ragazzi, ad una rilettura de La Traviata,
fui quasi delusa di non riprovare quel tormento
che, ricordavo bene, mi aveva colmato il cuore.

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